Opera intevista Vittorio Borelli

A COLLOQUIO CON VITTORIO BORELLI, PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA CERAMICA

 

Il presidente di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli, intervistato da Opera News, tira le somme sull’ultima edizione del Cersaie.

 

Non è passato molto da quando si sono chiuse le porte dell’ultimo Cersaie. Il salone di Bologna rappresenta da sempre un elemento
fondamentale per i settori di riferimento, non solo perché è qui che emergono i nuovi trend, le produzioni più innovative, ma anche perché funge da vero e proprio “termometro” per un’industria che continua ad attraversare un momento di incertezza.

 
A raccontarci com’è andata quest’anno è il presidente di Confindustria Ceramica, Vittorio Borelli.

Quale valutazione si sente di fare sull’edizione 2013 del Cersaie?
 
“Il giudizio sulla 31.a edizione di Cersaie è positivo perché, confermando le attese della vigilia, ha ribadito la leadership mondiale di questa nostra manifestazione. 900 espositori provenienti da 35 Nazioni ed oltre 100.000 presenze ne fanno uno degli eventi fieristici più importanti al mondo. Il clima che si è respirato nei padiglioni e la grande partecipazione hanno confermato, anche in questa edizione 2013, come Cersaie sia sempre più la manifestazione fieristica di riferimento a livello mondiale per il settore della ceramica e dell’arredobagno”.
 
 
I dati mostrano un certo calo delle presenze italiane. Era una flessione attesa?
 
“Si, per due ordini di fattori. Il primo è relativo alle difficoltà che il settore delle costruzioni ha in Italia, dove la crisi iniziata nel 2008 non si è ancora conclusa. Il secondo è che avendo tolto la giornata di sabato, sostituendola con quella del lunedì, si è ridotta la quota di clientela privata, che comunque continua ancora a valere il 12% dei visitatori italiani.”

 
 
Durante le giornate del Salone ha avuto modo di confrontarsi con numerosi operatori del settore. Quali sensazioni ne ha potuto trarre? È più forte la componente pessimistica o ha rilevato una certa fiducia nel futuro? Se sì, dovuta a cosa?
 
“L’impegno delle aziende espositrici nel lancio, proprio in occasione di Cersaie, di nuovi prodotti e nuove soluzioni rappresenta la migliore, e tangibile, risposta a questa domanda. Le impressioni acquisite durante il Salone, ma anche i successivi contatti con i colleghi, vanno – come detto –, nella direzione di una generale soddisfazione. A nessuno, ovviamente, sfugge le grandi difficoltà che si incontrano ad operare oggi sui diversi mercati, in particolare su quello italiano”.

 
 
Nel corso di questa manifestazione non sono mancati appuntamenti dedicati al design. Secondo lei, che ruolo giocherà questo nel rilancio dell’industria ceramica italiana rispetto ad altri elementi, quali, ad esempio, i prezzi e/o le strategie commerciali?
 
“Il programma di ‘Costruire Abitare pensare’ presenta già da alcuni anni una ricca serie di convegni, conferenze e momenti di incontro di alto profilo con protagonisti del design e dell’architettura di caratura internazionale. Questo ha reso Cersaie un appuntamento importante anche per questi interlocutori che, con una buona frequenza, partecipano al Salone di Bologna. Dall’altra parte, il percorso evolutivo che ha interessato i rivestimenti ceramici ha già visto la creazione di positive relazioni progettuali tra aziende ceramiche e designer ed architetti, sia giovani che già affermati, che hanno portato a progettare e produrre materiali ceramici fortemente caratterizzati e di grande appeal. L’industrial design sui materiali ceramici rappresenta una importante leva competitiva, in grado di innalzare i prezzi di vendita e di caratterizzare maggiormente i prodotti agli occhi dei consumatori: una leva importante a fianco delle altre disponibili”.

 
 
Intervista di Simone Giglioli
L’intervista completa è disponibile sul numero 12 di Opera News 
 



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